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1 CHE COSA SI INTENDE PER BIBLIOTECA ELETTRONICA E ARCHIVIO DIGITALE?
2 FRA PERIODICI ELETTRONICI E LIBRERIE VIRTUALI

3 TIPOLOGIE DI BIBLIOTECHE
3.1 Biblioteche di enti culturali e di ricerca.
3.2 Biblioteche di altri enti pubblici.
3.3 Biblioteche private.
3.4 Biblioteche biomediche.
3.5 Biblioteche generali, specializzate e speciali.
3.6 Biblioteche universitarie o accademiche
3.7 Biblioteche ecclesiastiche
3.7 Biblioteche aziendali
3.8 Biblioteche scolastiche
3.9 Biblioteche pubbliche statali


4 BIBLIOTECHE E ARCHIVI DIGITALI
5 BIBLIOTECA DIGITALE

6 PRINCIPI
6.1 Le biblioteche digitali sono conversazioni.
6.2 Le biblioteche digitali forniscono servizi.
6.3 Le biblioteche digitali promuovono la conoscenza.
6.4 Le biblioteche digitali sono biblioteche.
6.5 Le biblioteche digitali integrano le comunità.
6.6 Le biblioteche digitali diffondono i documenti.
6.7 Le biblioteche digitali rispettano i diritti di tutti.
6.8 Le biblioteche digitali condividono i problemi delle loro comunità.
6.9 Le biblioteche digitali mal sopportano il centralismo.
6.10 Le biblioteche digitali sono in rete.
6.11 Le biblioteche digitali sono accessibili.
6.12 Le biblioteche digitali si fanno conoscere.
6.13 Le biblioteche digitali si mettono in discussione e si aggiornano.
6.14 Le biblioteche digitali sono finanziate in maniera trasparente.
6.15 Le biblioteche digitali non si occupano di techeology.

7 MODELLI
7.1 Le biblioteche digitali hanno modelli flessibili.
7.2 Le biblioteche digitali sono definite da contenuti e servizi.
7.3 I contenuti e i servizi sono eterogenei.
7.4 L'accesso ai contenuti ed ai servizi è omogeneo.
7.5 Le biblioteche digitali hanno un'architettura articolata e basata su standard.
7.6 I detentori dei contenuti e i fornitori dei servizi interagiscono fra di loro.
7.7 I contenuti si articolano in molteplici collezioni.
7.8 L'accesso e la fruizione dei contenuti sono gestiti in autonomia.

8 FUNZIONI
8.1 Le biblioteche digitali hanno come focus gli utenti.
8.2 Le biblioteche digitali sono in rapporto con l'istruzione, l'università e la ricerca.
8.3 Le biblioteche digitali si fanno carico, tramite la cooperazione, della conservazione permanente dell'eredità culturale digitale
8.4 Il "Portale nazionale delle biblioteche digitali" è lo strumento di accesso ai servizi dei molteplici service provider.
8.5 L'adozione di software open source e di standard aperti favorisce la diffusione dei contenuti.
8.6 Le comunità delle biblioteche digitali condividono strumenti e servizi gestionali.
8.7 Le biblioteche digitali favoriscono l'integrazione funzionale con i motori di ricerca.

9 LA BIBLIOTECA DIGITALE ITALIANA
10 CONTESTO
11BIBLIOTECA VIRTUALE
12 BIBLIOTECHE E OPAC IN ITALIA
13E-BOOK
13.1 E-Book in Italia e la sua distribuzione
14 INFORMATION RETRIEVAL E TELNET
15 VANTAGGI E LIMITI DEL LIBRO ELETTRONICO



CHE COSA SI INTENDE PER BIBLIOTECA ELETTRONICA E ARCHIVIO DIGITALE?

In rete esistono informazioni riguardo a qualsiasi argomento, infatti Internet è molto più completo del modello tradizionale di biblioteca. La nascita di questa nuova fonte informativa non mette in discussione il mondo dell'informazione tradizionale (cioè biblioteche,giornali,librerie) in quanto senza di loro le informazioni disponibili in Internet non sarebbero mai esistite. Il digitale ha creato con la Rete nuovi strumenti che hanno reso più efficiente la ricerca e il reperimento dell'informazione.
Le biblioteche costituiscono il luogo per eccellenza dove svolgere ricerche bibliografiche. Le principali tipologie di biblioteche sono: biblioteche pubbliche statali, universitarie, pubbliche e scolastiche.
Per biblioteca elettronica si intende una biblioteca automatizzata, che usa cioè una strumentazione elettronica per la catalogazione e la gestione dei dati.
Le biblioteche digitali traggono origine dagli Opac (Online Public Access Catalog), cataloghi bibliotecari elettronici che alcune biblioteche statunitensi resero consultabili in rete tramite Telnet (comando che consente di collegarsi a un calcolatore come se il proprio pc fosse un terminale di quest’ultimo )in Internet.
Grazie agli Opac,esistono funzioni, come la ricezione sul proprio PC, del risultato della ricerca effettuata tramite e-mail.
Sono 3 le componenti fondamentali di una biblioteca digitale:
1- La collezione è formata da metadata, documenti video e sonori.
2- I servizi di accesso devono dare la possibilità di trovare velocemente e facilmente tutto quello che si cerca. I servizi di accesso comprendono l’interfaccia dell’utente, i sistemi di ricerca e identificazione e i sistemi di navigazione e di connessione all’informazione desiderata.
3- L ‘utente fa da solo senza intermediari, non ha limiti di spazio e di tempo e può interagire con gli altri utenti mediante risposte immediate.


FRA PERIODICI ELETTRONICI E LIBRERIE VIRTUALI

Fra i tanti modi possibili per procurarsi il testo completo di un documento non bisogna dimenticare quello più banale, ovvero l'acquisto in libreria, recandovisi fisicamente oppure tramite ordine in Rete.
Molte librerie, soprattutto straniere, stanno allestendo un proprio spazio Web, spesso solo con informazioni sul "negozio reale" e i suoi servizi, qualche volta dotato anche di un catalogo dei libri disponibili e di varie opzioni per l'acquisto on line. Si stanno inoltre moltiplicando le esperienze di librerie esclusivamente virtuali o elettroniche presso cui è possibile effettuare acquisti solo in linea.
La più vasta e famosa libreria esclusivamente virtuale del mondo è Amazon.com <http://www.amazon.com>, inaugurata nell'ormai lontano 1995, sul cui sito è possibile consultare un catalogo internazionale di oltre due milioni e mezzo di titoli, prevalentemente in lingua inglese, che possono essere ordinati in linea con facilità e pagati mediante carta di credito o vaglia postale. I prezzi sono convenienti, ma possono aumentare notevolmente se si scelgono le modalità di spedizione più rapide. Amazon oggi è dotata di versioni nazionali inglese, tedesca, francese e giapponese. Da alcuni anni circolano indiscrezioni su un suo imminente sbarco in Italia, che finora non è avvenuto.
Opac e librerie virtuali sono due strumenti molto differenti, da utilizzare in modo integrato in base agli obiettivi che ci si prefigge di volta in volta. Le librerie offrono cataloghi contenenti solo quei libri che esse hanno a disposizione per la vendita, diversi per ciascuna libreria e mai coincidenti con la totalità dei libri in commercio nell'intero mercato librario in quel momento. I libri del catalogo di una libreria virtuale sono disponibili esclusivamente per l'acquisto, non per la lettura o il prestito, così come, inversamente, i libri o le riviste rintracciati negli Opac non possono essere comprati, ma solo letti presso la biblioteca in cui si trovano oppure chiesti in fotocopia o in prestito. In compenso, le librerie offrono spesso per i loro libri recensioni o schede di commento, a volte scritte dai lettori stessi.
I cataloghi delle biblioteche (Opac), per contro, includono anche libri non più in commercio, con l'aggiunta di pubblicazioni periodiche e altri documenti e materiali difficilmente reperibili in libreria e in edicola. Nel caso dei grandi Opac, inoltre, le possibilità di ricerca sul catalogo sono molto più sofisticate di quelle offerte dalle librerie on line. Infine, i testi rintracciati negli Opac possono essere letti gratuitamente recandosi in biblioteca e, in molti casi, anche essere richiesti in prestito, oppure come copia su carta o in formato digitale.


TIPOLOGIE DI BIBLIOTECHE

-Biblioteche di enti culturali e di ricerca: le biblioteche del Cnr, dell’Enea, degli Archivi di Stato, delle tante Accademie, Fondazioni e Istituti culturali che si trovano in Italia costituiscono un tesoro nascosto, poco noto e ancor meno sfruttato. Si tratta di biblioteche spesso specializzate, quasi mai aperte a tutti i cittadini ma di solito accessibili per ricerche finalizzate a tesi di laurea o comunque per motivi di studio.
-Biblioteche di altri enti pubblici: considerando che ogni tipo di ente è dotato o almeno potrebbe dotarsi di una biblioteca, la casistica è molto vasta: biblioteche carcerarie, della Camera, del Senato e degli altri organi costituzionali, della Rai e di altre aziende parastatali. Queste biblioteche costituiscono un ventaglio molto ampio di risorse a cui attingere in base ai propri interessi specifici.
-Biblioteche private: si possono includere in questa categoria non solo le biblioteche personali, ovviamente inaccessibili agli estranei, ma anche quelle ecclesiastiche, aziendali, di associazioni professionali, di sindacati e partiti politici, di banche ed enti assicurativi e previdenziali, ricche di patrimoni bibliografici talvolta unici. Anche in questo caso, come per le due categorie immediatamente precedenti, è bene informarsi preventivamente sulle condizioni per l’accesso, comunque quasi sempre consentito per documentati motivi di studio.
-Biblioteche biomediche: un raro e fortunato caso di «lobby» trasversale di biblioteche appartenenti a enti diversi (anche in base alla classificazione qui adottata) è quello delle biblioteche specializzate in medicina, farmacia e biologia. Biblioteche e centri di documentazione di ospedali, Asl, facoltà e dipartimenti universitari del settore, di aziende farmaceutiche, dell’Istituto superiore di sanità e di altri enti pubblici collaborano spesso a livello nazionale e internazionale, producendo cataloghi collettivi e facilitando il prestito interbibliotecario e la fornitura dei documenti.
-Biblioteche generali, specializzate e speciali: un modo alternativo rispetto a quello fin qui adottato per distinguere le varie tipologie di biblioteche, basato essenzialmente sull’ente di appartenenza, è quello di dividerle in base agli argomenti trattati nelle rispettive collezioni di documenti. Avremo così biblioteche generali, ovvero multidisciplinari (ad esempio le nazionali e le pubbliche), e biblioteche specializzate in una determinata disciplina o argomento (ad esempio le biblioteche dei dipartimenti universitari o quelle degli enti di ricerca). Possono infine essere definite «speciali» le biblioteche che sviluppano appositi servizi per tipologie di utenti con caratteristiche particolari (per esempio quelle carcerarie o per non vedenti).
-Biblioteche universitarie: fanno capo al Ministero dell' Istituzione, dell' Università e della Ricerca e sono di proprietà dei rispettivi atenei. Le biblioteche delle università, dette anche "accademiche", sono in Italia circa 2200 ed hanno come obiettivo il supporto alla didattica e alla ricerca. Difficilmente, però, sono in grado di assicurare un servizio efficiente.
-Biblioteche scolastiche: tutte le scuole dovrebbero avere una propria biblioteca; purtroppo esse sono affidate a personale scarsamente professionalizzato e sono prive di finanziamenti adeguati o, addirittura, non esistono proprio.
-Biblioteche pubbliche statali: sono una cinquantina di biblioteche diversissime fra loro per dimensione e importanza.Le due più importanti sono le biblioteche " Nazionali Centrali", ossia quella di Roma e quella di Firenze. Solo a ciascuna di esse va per diritto di stampa, una copia di ogni pubblicazione stampata in Italia, a cura dei singoli tipografi.

BIBLIOTECA DIGITALE

Con il termine biblioteca digitale si intende un archivio di testi scritti, materiali audio e video ‘tradotti’ in bit, ossia memorizzati su supporto digitale e non cartaceo (per i testi scritti) o analogico (per i materiali audio/video).


PRINCIPI

- Le biblioteche digitali sono conversazioni.
Non biblioteca digitale, ma biblioteche digitali, non un sistema, una grande narrazione sistematica, ma tante conversazioni tenute insieme da un linguaggio comune, da una struttura comunicativa basata sull'assunzione di impegni fra comunità diverse per pubblici diversi.
- Le biblioteche digitali forniscono servizi
Le biblioteche digitali si presentano come comunità di natura disciplinare, territoriale o istituzionale diversa, che forniscono servizi agli utenti.
- Le biblioteche digitali promuovono la conoscenza.
Le biblioteche digitali realizzano servizi che, tramite la promozione dell'accesso alle conoscenze, hanno come fini quelli di facilitare il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza e di favorire la formazione lungo tutto l'arco della vita.
- Le biblioteche digitali sono biblioteche.
Le biblioteche digitali condividono con tutte le altre biblioteche la natura di servizio di mediazione per l'accesso alle conoscenze storicamente determinato dall'interrelazione con il proprio ambiente; nello specifico contesto della biblioteca ibrida esse mirano all'integrazione delle risorse digitali e di quelle non digitali in un quadro di servizio adeguato alle esigenze degli utenti.
- Le biblioteche digitali integrano le comunità.
Le biblioteche digitali realizzano l'integrazione funzionale dei servizi offerti da molteplici comunità: archivi, biblioteche, musei, istituzioni della formazione e della ricerca, pubblica amministrazione, industria culturale, industria delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
- Le biblioteche digitali diffondono i documenti.
Le biblioteche digitali consentono al massimo grado la conservazione e la diffusione, tra gli altri documenti, di pre-print, rapporti interni, dispense, progetti di studio, protocolli sperimentali, pubblicazioni istituzionali, e altri e-print altrimenti relegabili nella cosiddetta "letteratura grigia".
- Le biblioteche digitali rispettano i diritti di tutti.
Le biblioteche digitali perseguono l'equità ed il giusto equilibrio fra gli interessi dei detentori dei diritti di proprietà intellettuale e gli interessi degli utenti ad un accesso pieno alle conoscenze, e salvaguardano il diritto alla riservatezza degli individui.
- Le biblioteche digitali condividono i problemi delle loro comunità.
Le biblioteche digitali basano il proprio rapporto con gli utenti sul metodo dell'interazione, favoriscono la partecipazione attiva degli utenti alla propria comunità e cercano di parlare il loro linguaggio.
- Le biblioteche digitali mal sopportano il centralismo.
Il vecchio modello di governo e controllo centralizzato ha determinato il fallimento di molte biblioteche digitali. Lo sviluppo coordinato delle biblioteche digitali è garantito dall'adozione e dalla diffusione di standard tecnologici che ne assicurino l'interoperabilità e da modelli organizzativi che ne promuovano la cooperazione.
- Le biblioteche digitali sono in rete.
Tutti i soggetti che hanno accesso ad Internet (ovvero alla "rete") sono potenziali fruitori delle risorse digitali.
- Le biblioteche digitali sono accessibili.
Per garantire l'utilizzazione al più ampio e diversificato insieme di utenti l'infrastruttura delle biblioteche digitali facilita l'individuazione e l'accesso alle risorse digitali, adotta strumenti tali da combattere il digital divide e standard tali da favorire l'usabilità e l'accessibilità dei siti, anche attraverso soluzioni che supportino il multilinguismo al fine di garantire la diffusione dei contenuti nel contesto europeo e internazionale.
- Le biblioteche digitali si fanno conoscere.
Le biblioteche digitali promuovono tutti gli aspetti della propria attività, educano gli utenti al corretto utilizzo dei propri servizi e delle risorse digitali.
- Le biblioteche digitali si mettono in discussione e si aggiornano.
Le biblioteche digitali si impegnano costantemente nella valutazione (auditing, benchmarking) e nell'aggiornamento della propria struttura, e dei propri servizi e contenuti, allo scopo di perseguire al meglio gli obiettivi stabiliti e di orientare la propria attività verso i nuovi obiettivi emergenti.
- Le biblioteche digitali sono finanziate in maniera trasparente.
Le biblioteche digitali sono finanziate con decisioni documentate, pubbliche e trasparenti. Ogni progetto deve essere valutato secondo i criteri dell'innovazione e dell'utilità.
- Le biblioteche digitali non si occupano di techeology.
Spesso le conversazioni sulle biblioteche digitali sono condizionate da posizioni dove gli strumenti si presentano come un misto di tecnologia e di ideologia (techeology) e diventano essi stessi fini e non mezzi per offrire servizi.


MODELLI

- Le biblioteche digitali hanno modelli flessibili.

I modelli di biblioteche digitali devono essere flessibili, aggiornabili in funzione delle innovazioni tecnologiche e aperti alle sinergie con aree di applicazione dell'Information and Communication Technology (ICT) che si estendono oltre l'ambito specifico delle biblioteche e degli archivi digitali (e-commerce, digital rights management, public key infrastructure, e-learning, e-government).
- Le biblioteche digitali sono definite da contenuti e servizi.
Le biblioteche digitali sono definite in termini di contenuti, servizi, utenti, fornitori e tecnologie. I contenuti, ovvero le risorse, sono costituiti dagli oggetti digitali veri e propri e dai metadati associati (descrittivi, strutturali, tecnici, amministrativi e di preservazione, e quelli relativi alla gestione dei diritti). I servizi consentono la fruibilità degli oggetti digitali da parte delle varie tipologie di utenti, avvalendosi delle informazioni veicolate dai metadati.
- I contenuti e i servizi sono eterogenei.
Le biblioteche digitali si caratterizzano per l'eterogeneità dei tipi di oggetti e la diversità del loro ciclo di vita, oltre che per i diversi tipi di metadati associati agli oggetti e di servizi per la loro consultazione e utilizzo.
- L'accesso ai contenuti ed ai servizi è omogeneo.
Le biblioteche digitali privilegiano interfacce di ricerca evolute, tali da unificare il sistema di accesso a materiali eterogenei e multimediali, consentendo in una sola azione di ricerca il reperimento di documenti appartenenti a diverse tipologie di standard di registrazione e mezzi espressivi di creazione.
- Le biblioteche digitali hanno un'architettura articolata e basata su standard.
Componenti indispensabili per la costruzione dell'architettura delle biblioteche digitali sono:
a) i portali come piattaforme per organizzare i servizi ed i contenuti;
b) i modelli (cross-searching, metadata harvesting, reference linking, ...);
c) i protocolli (SRU/SRW, OAI-PMH, NISO OpenURL, ISO-ILL, LDAP, ...) e gli standard tecnologici (HTTP, WebServices, XML, PKI, ...) che costituiscono il middleware per l'integrazione dei servizi di ricerca e accesso delle risorse in rete;
d) gli standard dei metadati (DC, MAG, ODRL, METS, MPEG-21, RDF, ...).
- I detentori dei contenuti e i fornitori dei servizi interagiscono fra di loro.
L'infrastruttura delle biblioteche digitali prevede l'esistenza e la convivenza di molteplici repository digitali e più service provider secondo il modello definito dalla Open Archives Initiative (OAI); i repository espongono i metadati descrittivi ed amministrativo- gestionali secondo il protocollo OAI-PMH ed i service provider li utilizzano al fine di implementare portali di tipo disciplinare, territoriale o istituzionale.
- I contenuti si articolano in molteplici collezioni.
Ciascun repository ospita una o più collezioni che sono gestite in piena autonomia dai rispettivi detentori. Sono incentivate le iniziative di cooperazione aventi per obiettivo di armonizzare i contenuti, minimizzando le duplicazioni di tali collezioni.
- L'accesso e la fruizione dei contenuti sono gestiti in autonomia.
Ogni gestore/ detentore di un repository adotta in piena autonomia politiche di controllo dell'accesso alle proprie risorse e implementa politiche di fruizione diversificate in funzione dei diversi service provider, oltre che in base al tipo delle risorse, dei servizi richiesti e degli utenti che ne fanno richiesta


FUNZIONI

- Le biblioteche digitali hanno come focus gli utenti.

Il focus delle biblioteche digitali è sull'utente, avvalendosi della tecnologia dei portali per integrare i servizi per la scoperta, la ricerca, la localizzazione e l'accesso alle risorse con quelli di guida e di orientamento, di scelta dei contenuti, di personalizzazione dell'interfaccia grafica e di utilizzo dello spazio di lavoro personale anche attraverso le opportune funzioni di registrazione, profilatura, autenticazione e autorizzazione.
- Le biblioteche digitali sono in rapporto con l'istruzione, l'università e la ricerca.
Per favorire l'attività degli istituti di istruzione e di ricerca di ogni livello, le biblioteche digitali mettono a disposizione i propri repository e i propri servizi per la gestione dei materiali necessari a tali attività e in particolare alle attività di e-learning.
- Le biblioteche digitali si fanno carico, tramite la cooperazione, della conservazione permanente dell'eredità culturale digitale.
Alcuni repository, in base alle vigenti normative sul deposito legale e tramite la cooperazione e l'integrazione delle proprie funzioni, sono deputati alla conservazione permanente (ovvero allo scarto necessario) dell'eredità culturale digitale, e a questo fine adottano gli standard più opportuni (es. Open Archival Information System (OAIS) ISO 14721). Allo stesso modo gli istituti depositari adottano le migliori tecnologie per la conservazione dei dati e per la loro consultabilità a lungo termine.
- Il "Portale nazionale delle biblioteche digitali" è lo strumento di accesso ai servizi dei molteplici service provider.
Il "Portale nazionale delle biblioteche digitali" omogeneizza l'accesso ai molteplici service provider e fornisce una visione integrata di tutte le risorse accessibili sul territorio nazionale, agendo come metaindice nei loro confronti e implementandone la directory nazionale.
- L'adozione di software open source e di standard aperti favorisce la diffusione dei contenuti.
Per favorire la diffusione dei contenuti delle collezioni digitali è indispensabile promuovere l'adozione e lo sviluppo di software open source, nonché lo sviluppo e la diffusione di standard massimamente condivisi e aperti, che abbattano le barriere d'accesso e non ne pongano altre.
- Le comunità delle biblioteche digitali condividono strumenti e servizi gestionali.
Devono essere sperimentati e sviluppati opportuni servizi, gestiti anche in modo cooperativo, per l'assegnazione di identificatori univoci e persistenti alle risorse digitali, per i digital rights management (DRM) e per la creazione di thesauri condivisi.
- Le biblioteche digitali favoriscono l'integrazione funzionale con i motori di ricerca.
Le biblioteche digitali favoriscono l'instaurarsi di rapporti funzionali con i motori di ricerca come strumenti di aggregazione e ridistribuzione dei metadati relativi alle proprie risorse.


BIBLIOTECHE E OPAC IN ITALIA

Le biblioteche pubblicamente accessibili in Italia sono circa quindicimila. Ogni biblioteca è presentata con una scheda informativa che contiene i dati anagrafici aggiornati di ciascuna di esse. I dati sono anche disponibile gratuitamente on line attraverso l'"Anagrafe delle biblioteche italiane".L'Iccu sta ora lavorando per assicurare l'aggiornamento on line da parte delle biblioteche stesse, il collegamento verso altri sistemi e l'integrazione con l'Opac.
A causa della loro notevole frammentazione, le biblioteche italiane, che possiedono un patrimonio bibliografico di valore inestimabile, non riescono a renderlo sempre fruibile facilmente all'utenza, poichè non esiste una organica cooperazione per ottimizzare gestione e servizi.


BIBLIOTECA VIRTUALE

Con la diffusione del web il termine Opac è stato sempre piu spesso sostituito da locuzioni come virtual library.Esiste un evoluzione in atto, poichè quello che era un semplice accesso on line ad un catalogo, cioè ad un Opac, si è, negli ultimi anni, trasformado in qualcosa di ancora non ben definito, nell'accesso cioè non solo a un catalogo, ma ad una biblioteca che alcuni chiamano "virtuale", altri preferiscono definire "immateriale o senza pareti". Theodor Holm Nelson è forse colui che si è avvicinato all'eterna utopia di raccogliere e rendere universalmente disponibili in un unico spazio di totalità dei documenti esistenti.
Il progetto Xanadu, ideato da Nelson negli anni Sessanta, avrebbe dovuto sostituire completamente ogni altro genere di pubblicazione e archiviazione, ospitando su una rete capillare di calcolatori tutti i documenti testuali e multimediali esistenti, con un meccanismo di protezione che avrebbe impedito la loro lettura senza il consenso esplicito dell'autore.
Qualsiasi documento compreso in Xanadu, secondo Nelson, avrebbe permesso il passaggio a qualsiasi altro documento, seguendo, diversi tipi di associazioni logiche in una sorta di" ipertesto" planetario.
Nelson è ufficialmente considerato il precursore del WWW. Non a caso è stato proprio lui a coniare il termine " ipertesto", negli anni sessanta.
Il progetto Xanadu è rimasto un' utopia, ne è stata più volte annunciata l'imminente realizzazione, ma tutto è stato poi rimandato ad un futuro che appare ancor oggi remoto e improbabile.


E-BOOK

Un eBook è un in formato elettronico, o meglio digitale. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi electronic book, viene utilizzato sia per indicare la conversione in digitale di una qualsiasi pubblicazione sia il dispositivo con cui il libro può essere letto.
Nel caso ci si riferisca al dispositivo di lettura sarebbe più corretto, per evitare fraintendimenti, riferirsi ad esso come eBook reading device (dispositivo di lettura di eBook) oppure eBook reader, termine con il quale si intende sia il dispositivo hardware su cui l'eBook viene letto sia il software che permette la lettura sul dispositivo fisico. Il termine lettura di un libro elettronico è riduttivo, dato che un eBook può fruire informazioni che vanno ben al di là del solo testo.
Per la lettura di un eBook sono necessari diversi componenti, quali un formato elettronico in cui convertire la pubblicazione chiamato eBook format, un software di lettura o eBook reader compatibile con tale formato, la conversione in digitale del libro su cui sono state applicate le regole del formato, ossia l'eBook vero e proprio, un dispositivo hardware di lettura su cui eseguire l'eBook reader , il documento elettronico di partenza o e-text.
È errato confondere un qualunque documento in formato digitale con un eBook, dato che l'eBook non si limita a presentare la sostanza del documento cartaceo ma cerca anche di replicarne la forma, in modo da rendere la lettura il più possibile simile a quella che si avrebbe sfogliando le pagine di un libro. Da ciò deriva che tutte le azioni che in un normale libro cartaceo sono immediate e scontate, come ad esempio, lo scorrere le pagine o l'inserimento di un segnalibro, devono essere opportunamente emulate dal software. Il libro elettronico, nell'imitare quello cartaceo, approfitta ovviamente dei vantaggi offerti dalla sua natura digitale, che risiedono principalmente nelle possibilità di essere un ipertesto e inglobare elementi multimediali.Tutto ciò che viene prodotto sotto forma di pubblicazione cartacea può, almeno in teoria, essere riprodotto su un libro elettronico.
I libri che solitamente vengono acquistati in libreria o presi a prestito in biblioteca come romanzi, libri di testo, manuali, enciclopedie, ecc. possono essere acquistati on-line o scaricati gratuitamente dai molti archivi disponibili su internet.

Malgrado un qualunque computer sia potenzialmente in grado di permettere la lettura di un eBook, si dovrebbe parlare di eBook reading device solo riferendosi a quei dispositivi dotati di caratteristiche tali da poter essere usati in maniera analoga a quella di un libro cartaceo.
Le caratteristiche essenziali che un eBook reading device dovrebbe avere sono:
- essere dotato di una fonte autonoma di energia
- avere dimensioni e peso simili a quelle di un libro cartaceo
- permettere la lettura in condizioni ambientali (illuminazione ecc.) simili a quelle in cui può essere letto un normale libro cartaceo.

E-Book in Italia e la sua distribuzione


Per quello che riguarda l'Italia vi è stata fino all'autunno 2010 una certa difficoltà nel reperire opere disponibili in lingua italiana, a causa di una relativa arretratezza e riluttanza tecnologica dell'editoria, le cui «scelte non sono ancora abbastanza mature da far trovare ad un consumatore il prodotto per cui è disposto a pagare»

La svolta per la campagna di Natale 2010 vede le grandi case editrici scendere in campo con un programma di migliaia di titoli ad un prezzo allineato con le copie cartacee con un modesto sconto. Per contro il primo fenomeno e caso letterario registrato, è costituito, invece, da un esordiente che offre in forma gratuita il proprio libro.

In Italia gli ebook hanno anche avuto un ruolo divulgativo ed informativo in materie di interesse sociale permettendo la diffusione di manuali per non addetti ai lavori attraverso l'utilizzo di licenze Creative Commons: le piattaforme di distribuzione sono spesso dedicate (ad es. Slideshare o Scribd) ma a volte anche siti di nicchia di rilievo nazionale.

Le piattaforme di distribuzione di eBook permettono di mettere il libro in vendita in uno o più negozi on-line; possono anche offrire servizi addizionali, quali la conversione del testo in formati elettronici compatibili o l'aggiunta di sistemi di protezione DRM o social DRM. Si tratta comunque di una attività slegata dalla piattaforma di vendita, ossia il sito vero e proprio in cui verrà effettivamente venduto l'eBook.

La prima piattaforma di distribuzione italiana è stata Stealth[8] fondata dai gestori del negozio on-line Simplicissimus Book Farm; successivamente si sono aggiunti Edigita, società fondata da RCS Libri, Messaggerie Italiane e Gruppo Feltrinelli, Bookrepublic, focalizzato in modo particolare sugli editori indipendenti, e la piattaforma di Telecom Italia; Mondadori ha deciso di provvedere autonomamente alla distribuzione dei propri titoli tramite accordi bilaterali con i vari negozi online.


INFORMATION RETRIEVAL

Usare Internet per le proprie ricerche bibliografiche non è difficile e di solito non richiede particolari conoscenze tecniche. E' necessario semplicemente avere ben chiari alcuni concetti di base. Innanzitutto, occorre chiarire che Internet non è solo Web, anche se oggi il World Wide Web costituisce l'interfaccia più utilizzata per rendere accessibile in Rete ogni tipo di risorsa. La Rete è diventata quasi soltanto WWW e l'oggetto più importante di cui avere una corretta comprensione è l'Url /Uniform Resource Locator). Gli Url non sono solo gli indirizzi dei siti Web, ma indicano qualsiasi risorsa Internet, dagli indirizzi di posta elettronica agli archivi accessibili via Telnet. In ciascun Url, la prima parte specifica il protocollo usato per lo scambio di dati e la seconda l'indirizzo specifico della risorsa.


TELNET

Prima della diffusione del WWW, gli strumenti disponibile in Rete erano la posta elettronica, il File Transfer Protocol per il trasferimento di file e il comando Telnet per l'emulazione di terminale.
Il comando Telnet consente di collegarsi ad un calcolatore remoto in emulazione di terminale, come se il proprio Personal Computer fosse un terminale di quel calcolatore. Il software necessario a eseguire una sessione Telnet è comunque presente nei browser più diffusi. Invece che con la sigla http: tipica del Web, gli Url degli indirizzi Telnet iniziano con telnet://. Telnet, considerato dai nuovi utenti scomodo e difficile da usare, rappresenta storicamente il primo tipo di accesso agli Opac, ma è stato in questi ultimi anni rimpiazzato dalle interfaccie Web. telnet://BIBLIOGRAFIAdigit@le WEBLIOGRAFIAwww.informazione.itwww.laterza.itwww.wikipedia.org ---- GABRIELLA DE MICCO LI/01590










FRA PERIODICI ELETTRONICI E LIBRERIE VIRTUALI
Amazon.com ,


TIPOLOGIE DI BIBLIOTECHE:
Guida alle fonti di informazione della biblioteconomiaAnagrafe delle biblioteche italianeBiblioteche italiane
realiLe biblioteche italianeRapporto sulle biblioteche italiane
Biblioteche di enti culturali e di ricerca
Biblioteche di altri enti pubblici Biblioteche private Biblioteche biomediche Biblioteche generali, specializzate e speciali Biblioteche pubbliche statali. digit@le







BIBLIOTECHE E ARCHIVI DIGITALI


BIBLIOTECA DIGITALE
biblioteca digitale
metadata
OPAL,Online Pubblic Access Library
biblioteca elettronica
biblioteca virtuale
biblioteca multimediale
  • conservare i documenti anche in maniera “compressa” in modo da ridurre gli spazi occupati;
  • accedere alle informazioni per una facile e veloce consultazione;
  • diffondere e riutilizzare il contenuto delle risorse che li compongono;
  • produrre nuovi documenti.

L’archivio digitale fornisce quindi un grande valore aggiunto sia alla documentazione medesima che all'utilizzo che di questa documentazione si può fare.

Un’esperienza di grandissimo interesse è quella che è stata sviluppata dall'Archivio di Stato di Firenze, che ha deciso di mettere su supporto ottico il fondo mediceo, un fondo del ‘400 consultato da tutto il mondo, che oggi può essere consultato anche in rete.
Questo lavoro in alcuni casi ha permesso un miglioramento della qualità dell'immagine e quindi una eliminazione di alcune ombre, di alcuni elementi negativi che sull’originale impedivano una buona lettura, ma soprattutto ha evitato il deterioramento dovuto alla consultazione di questo fondo preziosissimo che, appunto, deve essere trattato con grande cautela.
Analogamente il progetto della Biblioteca Ambrosiana che ha preso avvio dalla pubblicazione digitale del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, ha dato modo agli studiosi di consultare le collezioni ambrosiane direttamente on line, indirizzando allo stesso tempo l’attenzione di nuovi lettori verso queste magnifiche testimonianze della nostra storia.
L'informatica in questi casi è utilissima perché appunto è uno strumento di conservazione, ma anche uno strumento di disseminazione, di apertura, anche al grande pubblico, ma naturalmente al mondo dei ricercatori.



Principi:


Le biblioteche digitali sono conversazioni.

Non biblioteca digitale, ma biblioteche digitali, non un sistema, una grande narrazione sistematica, ma tante conversazioni tenute insieme da un linguaggio comune, da una struttura comunicativa basata sull'assunzione di impegni fra comunità diverse per pubblici diversi.

Le biblioteche digitali forniscono servizi.

Le biblioteche digitali si presentano come comunità di natura disciplinare, territoriale o istituzionale diversa, che forniscono servizi agli utenti.

Le biblioteche digitali promuovono la conoscenza.

Le biblioteche digitali realizzano servizi che, tramite la promozione dell'accesso alle conoscenze, hanno come fini quelli di facilitare il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza e di favorire la formazione lungo tutto l'arco della vita.

Le biblioteche digitali sono biblioteche.

Le biblioteche digitali condividono con tutte le altre biblioteche la natura di servizio di mediazione per l'accesso alle conoscenze storicamente determinato dall'interrelazione con il proprio ambiente; nello specifico contesto della biblioteca ibrida esse mirano all'integrazione delle risorse digitali e di quelle non digitali in un quadro di servizio adeguato alle esigenze degli utenti.

Le biblioteche digitali integrano le comunità.

Le biblioteche digitali realizzano l'integrazione funzionale dei servizi offerti da molteplici comunità: archivi, biblioteche, musei, istituzioni della formazione e della ricerca, pubblica amministrazione, industria culturale, industria delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Le biblioteche digitali diffondono i documenti.

Le biblioteche digitali consentono al massimo grado la conservazione e la diffusione, tra gli altri documenti, di pre-print, rapporti interni, dispense, progetti di studio, protocolli sperimentali, pubblicazioni istituzionali, e altri e-print altrimenti relegabili nella cosiddetta "letteratura grigia".

Le biblioteche digitali rispettano i diritti di tutti.

Le biblioteche digitali perseguono l'equità ed il giusto equilibrio fra gli interessi dei detentori dei diritti di proprietà intellettuale e gli interessi degli utenti ad un accesso pieno alle conoscenze, e salvaguardano il diritto alla riservatezza degli individui.

Le biblioteche digitali condividono i problemi delle loro comunità.

Le biblioteche digitali basano il proprio rapporto con gli utenti sul metodo dell'interazione, favoriscono la partecipazione attiva degli utenti alla propria comunità e cercano di parlare il loro linguaggio.

Le biblioteche digitali mal sopportano il centralismo.

Il vecchio modello di governo e controllo centralizzato ha determinato il fallimento di molte biblioteche digitali. Lo sviluppo coordinato delle biblioteche digitali è garantito dall'adozione e dalla diffusione di standard tecnologici che ne assicurino l'interoperabilità e da modelli organizzativi che ne promuovano la cooperazione.

Le biblioteche digitali sono in rete.

Tutti i soggetti che hanno accesso ad Internet (ovvero alla "rete") sono potenziali fruitori delle risorse digitali.

Le biblioteche digitali sono accessibili.

Per garantire l'utilizzazione al più ampio e diversificato insieme di utenti l'infrastruttura delle biblioteche digitali facilita l'individuazione e l'accesso alle risorse digitali, adotta strumenti tali da combattere il digital divide e standard tali da favorire l'usabilità e l'accessibilità dei siti, anche attraverso soluzioni che supportino il multilinguismo al fine di garantire la diffusione dei contenuti nel contesto europeo e internazionale.

Le biblioteche digitali si fanno conoscere.

Le biblioteche digitali promuovono tutti gli aspetti della propria attività, educano gli utenti al corretto utilizzo dei propri servizi e delle risorse digitali.

Le biblioteche digitali si mettono in discussione e si aggiornano.

Le biblioteche digitali si impegnano costantemente nella valutazione (auditing, benchmarking) e nell'aggiornamento della propria struttura, e dei propri servizi e contenuti, allo scopo di perseguire al meglio gli obiettivi stabiliti e di orientare la propria attività verso i nuovi obiettivi emergenti.

Le biblioteche digitali sono finanziate in maniera trasparente.

Le biblioteche digitali sono finanziate con decisioni documentate, pubbliche e trasparenti. Ogni progetto deve essere valutato secondo i criteri dell'innovazione e dell'utilità.

Le biblioteche digitali non si occupano di

techeology.

Spesso le conversazioni sulle biblioteche digitali sono condizionate da posizioni dove gli strumenti si presentano come un misto di tecnologia e di ideologia (techeology) e diventano essi stessi fini e non mezzi per offrire servizi.



Modelli:


Le biblioteche digitali hanno modelli flessibili.

I modelli di biblioteche digitali devono essere flessibili, aggiornabili in funzione delle innovazioni tecnologiche e aperti alle sinergie con aree di applicazione dell'Information and Communication Technology (ICT) che si estendono oltre l'ambito specifico delle biblioteche e degli archivi digitali (e-commerce, digital rights management, public key infrastructure, e-learning, e-government).

Le biblioteche digitali sono definite da contenuti e servizi.

Le biblioteche digitali sono definite in termini di contenuti, servizi, utenti, fornitori e tecnologie. I contenuti, ovvero le risorse, sono costituiti dagli oggetti digitali veri e propri e dai metadati associati (descrittivi, strutturali, tecnici, amministrativi e di preservazione, e quelli relativi alla gestione dei diritti). I servizi consentono la fruibilità degli oggetti digitali da parte delle varie tipologie di utenti, avvalendosi delle informazioni veicolate dai metadati.

I contenuti e i servizi sono eterogenei.

Le biblioteche digitali si caratterizzano per l'eterogeneità dei tipi di oggetti e la diversità del loro ciclo di vita, oltre che per i diversi tipi di metadati associati agli oggetti e di servizi per la loro consultazione e utilizzo.

L'accesso ai contenuti ed ai servizi è omogeneo.

Le biblioteche digitali privilegiano interfacce di ricerca evolute, tali da unificare il sistema di accesso a materiali eterogenei e multimediali, consentendo in una sola azione di ricerca il reperimento di documenti appartenenti a diverse tipologie di standard di registrazione e mezzi espressivi di creazione.

Le biblioteche digitali hanno un'architettura articolata e basata su

standard.

Componenti indispensabili per la costruzione dell'architettura delle biblioteche digitali sono:
a) i portali come piattaforme per organizzare i servizi ed i contenuti;
b) i modelli (cross-searching, metadata harvesting, reference linking, ...);
c) i protocolli (SRU/SRW, OAI-PMH, NISO OpenURL, ISO-ILL, LDAP, ...) e gli standard tecnologici (HTTP, WebServices, XML, PKI, ...) che costituiscono il middleware per l'integrazione dei servizi di ricerca e accesso delle risorse in rete;
d) gli standard dei metadati (DC, MAG, ODRL, METS, MPEG-21, RDF, ...).

I detentori dei contenuti e i fornitori dei servizi interagiscono fra di loro.

L'infrastruttura delle biblioteche digitali prevede l'esistenza e la convivenza di molteplici repository digitali e più service provider secondo il modello definito dalla Open Archives Initiative (OAI); i repository espongono i metadati descrittivi ed amministrativo- gestionali secondo il protocollo OAI-PMH ed i service provider li utilizzano al fine di implementare portali di tipo disciplinare, territoriale o istituzionale.

I contenuti si articolano in molteplici collezioni.

Ciascun repository ospita una o più collezioni che sono gestite in piena autonomia dai rispettivi detentori. Sono incentivate le iniziative di cooperazione aventi per obiettivo di armonizzare i contenuti, minimizzando le duplicazioni di tali collezioni.

L'accesso e la fruizione dei contenuti sono gestiti in autonomia.

Ogni gestore/ detentore di un repository adotta in piena autonomia politiche di controllo dell'accesso alle proprie risorse e implementa politiche di fruizione diversificate in funzione dei diversi service provider, oltre che in base al tipo delle risorse, dei servizi richiesti e degli utenti che ne fanno richiesta



Funzioni:


Le biblioteche digitali hanno come

focus

gli utenti.

Il focus delle biblioteche digitali è sull'utente, avvalendosi della tecnologia dei portali per integrare i servizi per la scoperta, la ricerca, la localizzazione e l'accesso alle risorse con quelli di guida e di orientamento, di scelta dei contenuti, di personalizzazione dell'interfaccia grafica e di utilizzo dello spazio di lavoro personale anche attraverso le opportune funzioni di registrazione, profilatura, autenticazione e autorizzazione.

Le biblioteche digitali sono in rapporto con l'istruzione, l'università e la ricerca.

Per favorire l'attività degli istituti di istruzione e di ricerca di ogni livello, le biblioteche digitali mettono a disposizione i propri repository e i propri servizi per la gestione dei materiali necessari a tali attività e in particolare alle attività di e-learning.

Le biblioteche digitali si fanno carico, tramite la cooperazione, della conservazione permanente dell'eredità culturale digitale.

Alcuni repository, in base alle vigenti normative sul deposito legale e tramite la cooperazione e l'integrazione delle proprie funzioni, sono deputati alla conservazione permanente (ovvero allo scarto necessario) dell'eredità culturale digitale, e a questo fine adottano gli standard più opportuni (es. Open Archival Information System (OAIS) ISO 14721). Allo stesso modo gli istituti depositari adottano le migliori tecnologie per la conservazione dei dati e per la loro consultabilità a lungo termine.

Il "Portale nazionale delle biblioteche digitali" è lo strumento di accesso ai servizi dei molteplici service provider.

Il "Portale nazionale delle biblioteche digitali" omogeneizza l'accesso ai molteplici service provider e fornisce una visione integrata di tutte le risorse accessibili sul territorio nazionale, agendo come metaindice nei loro confronti e implementandone la directory nazionale.

L'adozione di

software open source e di standard

aperti favorisce la diffusione dei contenuti.

Per favorire la diffusione dei contenuti delle collezioni digitali è indispensabile promuovere l'adozione e lo sviluppo di software open source, nonché lo sviluppo e la diffusione di standard massimamente condivisi e aperti, che abbattano le barriere d'accesso e non ne pongano altre.

Le comunità delle biblioteche digitali condividono strumenti e servizi gestionali.

Devono essere sperimentati e sviluppati opportuni servizi, gestiti anche in modo cooperativo, per l'assegnazione di identificatori univoci e persistenti alle risorse digitali, per i digital rights management (DRM) e per la creazione di thesauri condivisi.

Le biblioteche digitali favoriscono l'integrazione funzionale con i motori di ricerca.

Le biblioteche digitali favoriscono l'instaurarsi di rapporti funzionali con i motori di ricerca come strumenti di aggregazione e ridistribuzione dei metadati relativi alle proprie risorse.








LA BIBLIOTECA DIGITALE ITALIANA

La Biblioteca Digitale Italiana, in sintonia con analoghi progetti europei ed extraeuropei, mira a promuovere e coordinare le attività di digitalizzazione del patrimonio bibliografico e archivistico italiano. Nel 2006-2007 il Comitato Guida ritendo conclusa la fase iniziale ha avviato attività relative a:
consolidare gli standard tecnici e le linee guida nella prospettiva dell'integrazione europea
migliorare i servizi offerti dal portale Internet Culturale, in particolare per chi produce collezioni digitali
finanziare alcuni grandi progetti (manoscritti, incunaboli, storia della letteratura scientifica) capaci di diventare punto di riferimento e di attrazione per chiunque voglia, attraverso la digitalizzazione, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale in rete
conservare le collezioni digitali

CONTESTO

Nel 2001, nell'ambito della III Conferenza Nazionale delle biblioteche, la Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali (DGBLIC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dato il via al progetto denominato "Biblioteca Digitale Italiana" (BDI). Nello stesso anno è stato istituito il Comitato Guida della Biblioteca Digitale Italiana, presieduto dal prof. Tullio Gregory e composto da esperti del mondo bibliotecario statale e regionale, del mondo archivistico e museale, dell'università e della ricerca. Lo "Studio di fattibilità" prodotto nel 2001 e aggiornato nel 2003, fornisce il quadro di riferimento generale per gli interventi, dal contesto comunitario e internazionale alle tecnologie e risorse disponibili, dal quadro normativo alle strategie di sviluppo di una biblioteca digitale. Lo studio, nell'analizzare i principali progetti di digitalizzazione avviati in Italia dalle istituzioni culturali, sottolinea l'importanza, a fronte delle numerose iniziative pubbliche e private, di una cornice coordinata di intenti e finalità, l'esigenza di promuovere sistematicamente indagini conoscitive, standard condivisi, realizzazioni esemplari, in vista di conquistare una più chiara visibilità internazionale dei risultati conseguiti.
Con l'obbiettivo di uniformare tecnicamente le collezioni digitali, per consentire politiche di integrazione e valorizzazione delle risorse elettroniche italiane, è stato sviluppato lo standard MAG per la gestione dei metadati descrittivi, amministrativi e gestionali. Basate interamente su standard internazionali come Dublin Core, NISO e OAIS, le specifiche XML di MAG mettono a disposizione degli operatori un profilo di applicazione è analogo al METS della Library of Congress è interamente adattabile alla risorsa digitale da gestire. Il ricorso a MAG, inoltre, assicura l'indipendenza dei metadati da soluzioni software proprietarie e dunque una maggiore stabilità e migliori politiche di conservazione degli oggetti digitali.
Standard MAG (dal sito ICCU): versione 1.5 - versione 2.0 - versione 2.0.1 - Manuale Utente: versione Html - versione Pdf
Studi e linee guida settoriali sono stati prodotti per le principali tipologie di materiale da digitalizzare: testi a stampa e manoscritti, giornali e riviste, carte e mappe geografiche, fotografia d'arte e storica. Oltre ai requisiti tecnici di riferimento gli studi segnalano le "buone pratiche" e presentano - settore per settore - quadri esaurienti delle iniziative in corso di attuazione in Italia.
Nel settembre 2003 il Comitato Guida della BDI ha istituito un Gruppo di lavoro per la digitalizzazione del materiale cartografico, coordinato dall'ICCU, affinché individuasse le priorità e definisse le linee guida per progetti relativi a tale materiale: carte antiche e moderne conservate in biblioteche, musei, numerosi palazzi storici, archivi ed enti pubblici e privati costituiscono infatti, per l'Italia, una fonte culturale ricchissima e di straordinario valore storico, artistico e documentario.
Il Gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di biblioteche statali, regionali e universitarie, di archivi, dell'Istituto Geografico Militare, della Società Geografica Italiana, dell'ICCD e dell'ICCU ha redatto, a conclusione dei suoi lavori, il documento "Linee guida per la digitalizzazione del materiale cartografico".
L'attività del Gruppo di lavoro si è poi concentrata sull'individuazione di un set di metadati descrittivi e amministrativi-gestionali, comuni alle biblioteche, agli archivi e ai musei e necessari per la descrizione, conservazione e digitalizzazione del materiale cartografico.
Il Comitato guida ha istituito anche un Gruppo di lavoro sulla digitalizzazione del materiale fotografico per fornire una serie di indicazioni pratiche, indirizzate alle varie istituzioni coinvolte in progetti di digitalizzazione del materiale fotografico. Le attività del Gruppo si sono orientate sulle problematiche tecniche connesse all'acquisizione conservazione e fruizione del materiale nonché alla individuazione dei criteri di selezione e alle indicazioni sugli standard tecnici da utilizzare e sull'applicabilità di modelli descrittivi e gestionali di metadati. Il Gruppo ha avviato anche un'indagine a livello nazionale sulla catalogazione e digitalizzazione dei fondi fotografici posseduti dalle varie istituzioni finalizzata alla creazione di una Directory. Il Gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di biblioteche statali, regionali e provinciali, dall'ING, dall'ICCD e dall'ICCU ha redatto, a conclusione dei suoi lavori, un documento su "Linee di indirizzo per i progetti di digitalizzazione del materiale fotografico".
Nell'estate 2005 è stato istituito ed approvato dal Comitato Guida della BDI un ulteriore Gruppo di lavoro, coordinato dall’ICCU, per la digitalizzazione di bandi, manifesti e fogli volanti, con la finalità di elaborare delle linee guida rivolte alle istituzioni interessate a progetti di digitalizzazione di tale materiale.
Il Gruppo - composto da rappresentanti dell’ICCU, di biblioteche statali e comunali, di archivi statali e ecclesiastici, della Regione Emilia Romagna, e dell’ICCD - si è posto l'obiettivo di fornire strumenti metodologici ed indicazioni tecniche che possano essere condivisi, nella prospettiva di un’effettiva interoperabilità, da biblioteche, archivi e musei. A tal fine si è dedicata particolare attenzione all'uso dei metadati, sviluppando una mappatura di quelli descrittivi nei diversi contesti di applicazione. E' stata, inoltre, condotta un'indagine conoscitiva, a livello nazionale, sui progetti di digitalizzazione di tale materiale realizzati o in atto.
A conclusione delle attività, è stato redatto il documento Linee guida per la digitalizzazione di bandi, manifesti e fogli volanti (versione aggiornata, settembre 2006).
Il Gruppo di lavoro "Buone pratiche e centri di competenza" del progetto Minerva ha redatto delle linee guida, sia tecniche che organizzative, utili alle istituzioni culturali che hanno in previsione o stanno già portando avanti vari progetti di digitalizzazione. Il documento oltre a fornire una serie di indicazioni per pianificare un progetto di digitalizzazione, riporta vari riferimenti e link ad esempi di buone pratiche, centri di competenza e modelli d?intervento nel campo culturale attualmente esistenti in Europa. L'ICCU, che partecipa con propri rappresentanti alle attività del Gruppo di lavoro, ha tradotto la versione 1.2 delle Linee guida (giugno 2003)
Conservazione dei documenti e della memoria digitale
La conservazione, intesa tradizionalmente, consiste nell'assicurare la stabilità nel tempo dei supporti fisici, in modo da assicurare l'accesso all'informazione da essi veicolata. Oggi la crescente quantità di informazione in formato elettronico ha spostato l'attenzione su nuovi fattori di rischio, legati non solo alla labilità dei supporti, ma al rischio di veloce obsolescenza di sistemi operativi e formati. Il problema dell'obsolescenza coinvolge tutti i documenti elettronici, quelli ad accesso locale (Cd-Rom, DVD) e quelli ad accesso remoto, quelli nati digitali e quelli derivati per digitalizzazione da precedenti documenti cartacei.
La Risoluzione del Consiglio d'Europa del 25 giugno 2002 - Preservare la memoria del futuro, preservare i contenuti digitali per le generazioni future (2002/C 162/02) - e la preparazione della Conferenza internazionale di Firenze (16-17 ottobre 2003) sotto il coordinamento della Presidenza italiana dell'Unione Europea sono all'origine della formazione di un Gruppo di lavoro per la conservazione delle memorie digitali che, a livello europeo, ha fatto proprio l'obiettivo di procedere a una ricognizione dello stato dell'arte in materia di conservazione digitale e allo sviluppo di un piano d'intervento necessario a diffondere e dar seguito ai principi contenuti nella risoluzione.
Il gruppo di lavoro ha avuto come referenti principali i progetti ERPANET e MINERVA, sotto la guida della Commissione Europea e della Presidenza italiana.
Fanno parte del gruppo di lavoro alcuni esperti già coinvolti nell'elaborazione della Risoluzione, altri esperti nominati dalle autorità nazionali attraverso il NRG (National Representatives Group), altri ancora riconosciuti per il loro impegno in iniziative rilevanti a livello internazionale.
Il gruppo di lavoro puntava a realizzare tre obiettivi principali:

1. delineare il quadro delle iniziative attualmente in corso e favorire lo scambio di ?buone pratiche?
2. definire una agenda di priorit? come punto di partenza per un piano d?azione condiviso dagli Stati-membri
3. definire le basi per la formazione di una rete europea e per lo sviluppo di iniziative nazionali.
La prima attività del gruppo è consistita nel favorire un processo di cooperazione, nel definire priorità e meccanismi capaci di incrementare il coordinamento e l'efficacia delle iniziative di carattere nazionale o di settore sulla conservazione digitale in Europa.
Questa prima fase di lavoro è confluita nell'iniziativa "Firenze Agenda", presentata alla Conferenza internazionale di Firenze. Nel corso della Conferenza sono stati anche presentati due rapporti: l'uno documenta alcuni casi di emergenza e di rischio; l'altro pubblica un'indagine conoscitiva sullo stato delle normative, procedure e linee guida per la conservazione, attualmente vigenti in alcuni paesi in Europa e nel mondo.
L'ICCU ha profuso un impegno scientifico e organizzativo di primo piano sia nell'ideazione della Conferenza internazionale di Firenze sia nel garantire al progetto e al gruppo di lavoro sviluppo, continuità, possibilità di radicamento e di coordinamento in Italia.
L'agenda di Firenze è stata sottoscritta da 27 paesi (stati-membri, nuovi stati aderenti, Russia, Israele) nel corso del V Convegno del Gruppo dei Rappresentanti Nazionali (NRG) a Parma il 19 novembre 2003. Il NRG ha riconosciuto l'attività del gruppo di lavoro sulla conservazione come complementare all'impegno per la digitalizzazione del patrimonio culturale e ha offerto il suo sostegno sia partecipando al gruppo di esperti, sia offrendo l'infrastruttura di rete.
Dopo la Conferenza di Firenze il gruppo di lavoro ha continuato e continua a svolgere la sua attività con l'obiettivo di favorire la cooperazione a livello europeo e di rafforzare la crescita di consapevolezza e consenso sui temi della conservazione digitale.
Nello stesso ambito, la Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il contributo scientifico dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane, partecipa dall'aprile 2006 al progetto europeo DPE - DigitalPreservertionEurope, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del VI Programma quadro - area Tecnologie per la Società dell'informazione: accesso alle risorse culturali e scientifiche.

11 BIBLIOTECA VIRTUALE
Con la diffusione del web il termine Opac è stato sempre piu spesso sostituito da locuzioni come virtual library.Esiste un evoluzione in atto, poichè quello che era un semplice accesso on line ad un catalogo, cioè ad un Opac, si è, negli ultimi anni, trasformado in qualcosa di ancora non ben definito, nell'accesso cioè non solo a un catalogo, ma ad una biblioteca che alcuni chiamano "virtuale", altri preferiscono definire "immateriale o senza pareti". Theodor Holm Nelson, che ha coniato il termine docuverso per indicare l'universo dei documenti disponibili, è forse colui che si è avvicinato
all'eterna utopia di raccogliere e rendere universalmente disponibili in un unico spazio di totalità dei documenti esistenti.
Il progetto Xanadu, ideato da Nelson negli anni Sessanta, avrebbe docuto sostituire completamente ogni altro genere di pubblicazione e archiviazione, ospitando su una rete capillare di calcolatori tutti i documenti testuali e multimediali esistenti, con un meccanismo di protezione che avrebbe impedito la loro lettura senza il consenso esplicito dell'autore.
Qualsiasi documento compreso in Xanadu, secondo Nelson, avrebbe permesso il passaggio a qualsiasi altro documento, seguendo, diversi tipi di associazioni logiche in una sorta di" ipertesto" planetario.
Nelson è ufficialmente considerato il precursore del WWW. Non a caso è stato proprio lui a coniare il termine " ipertesto", negli anni sessanta.
Il progetto Xanadu è rimasto un' utopia, ne è stata più volte annunciata l'imminente realizzazione, ma tutto è stato poi rimandato ad un futuro che appare ancor oggi remoto e improbabile.

- A. Elia, "Inchiostro digit@le", Ellissi, 2004

12 BIBLIOTECHE E OPAC IN ITALIA
Le biblioteche pubblicamente accessibili in Italia sono circa quindicimila, descritta in una serie di volumi dedicati alle singole regioni che l' IQ
ha pubblicato nel 1993 col titolo Catalogo delle biblioteche di Italia, in collaborazione con le rispettive amministrazioni regionali e con l' Editrice Bibliografica. Ogni biblioteca è presentata con una scheda informativa, che contiene i dati anagrafici aggiornati di ciascuna di esse.
I dati sono anche disponibili gratuitamente on-line attraverso l'Anagrafe delle biblioteche italiane, interrogabile per regione, provincia e comune.
L'Iccu sta ora lavorando per assicurare l'aggiornamento on-line da parte delle biblioteche stesse, il collegamento verso altri sistemi e l'integrazione si con l'Opac sia con il sistema di prestito interbibliotecario. A causa della loro notevole frammentazione, le biblioteche italiane che possiedono un patrimonio bobliografico di valore inestimabile, non riescono sempre a renderlo fruibile facilmente all'utenza, poichè non sono interfacciate e non esiste una organica cooperazione per ottimizzare gestione e servizi.
La frammentazione delle biblioteche si riflette fatalmente nei rispettivi Opac, affidati a software differenti e raramante confluenti in cataloghi collettivi, con l'eccezione di quello del servizio bibliotecario nazionale(Sbn), che raccoglie migliaia di bibliooteche, del catalogo italiano dei periodici(detto anche Archivio Collettivo Nazionale delle Pubblicazioni Periodiche, Acnp) e dei cataloghi collettivi delle biblioteche dei singoli atenei. Proprio per contribuire alla riduzione degli effetti nocivi di tale frammentazione è nato, nel 1999, il MetaOpac Azalai italiano (Mai).

- A. Elia, "Inchiostro digit@le", Ellissi, 2004
13 REPERTORI INTERNAZIONALI DI BIBLIOTECHE E DI OPAC

Appare sempre piu difficile tracciare una linea di demarcazione netta fra il webspace di una biblioteca è l'Opac.Quando Opac offre ache informazioninon bibliografiche sulla biblioteca e un webspace fornisce anche informazioni bibliografiche analitiche sulle collezioni, non si sa esattamente dove finisce l'uno e dove comincia l'altro.Per effettuare una ricerca bibliografica sugli estremi di una pubblicazione per scoprire quindi dove reperirne un esemplare, conviene puntare subito agli Opac, iniziando da quelli collettivi.
Le directory generali di Internet ordinate per classe (come yahoo!) riportano gli Url di alcune delle directory internazionali piu importanti, ma a volte esse risultano ibride e confuse.
Eccone alcuni esempi:


Excite: Libraries
Google Web Directory : Libraries //http://directory.google.com/Top/Reference//Libraries//
Open Directory Project: Libraries //http://dmoz.org/Reference/Libraries//
**Www.Virtual** Library :Libraries //http://www.vlib.org/information// Management.html

Yahoo!: Library //http://www.yahoo.com/Reference/Libraries//



s Bowling, che ha superato i 6.500 link con collegamenti a pagine in 115 paesi diversi e continua ad essere uno tra i punti di riferimento piu aggiornati e importanti, nonostante non sia sempre di facile consultazione.
Per avere una panoramica sui webspace bibliotecari internazionali sono ben più utilizzabili due repertori sviluppati in Italia.
Le biblioteche presenti su Internet presso il sito dedicato al mondo del libro e dell'editoria





14 E-BOOK Un eBook è un in formato elettronico, o meglio digitale. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi

electronic book, viene utilizzato sia per indicare la conversione in digitale di una qualsiasi pubblicazione sia il dispositivo con cui il libro può essere letto.
Nel caso ci si riferisca al dispositivo di lettura sarebbe più corretto, per evitare fraintendimenti, riferirsi ad esso come eBook reading device (dispositivo di lettura di eBook) oppure eBook reader, termine con il quale si intende sia il dispositivo hardware su cui l'eBook viene letto sia il software che permette la lettura sul dispositivo fisico. Il termine lettura di un libro elettronico è riduttivo, dato che un eBook può fruire informazioni che vanno ben al di là del solo testo.
Per la lettura di un eBook sono necessari diversi componenti, quali un formato elettronico in cui convertire la pubblicazione chiamato eBook format, un software di lettura o eBook reader compatibile con tale formato, la conversione in digitale del libro su cui sono state applicate le regole del formato, ossia l'eBook vero e proprio, un dispositivo hardware di lettura su cui eseguire l'eBook reader , il documento elettronico di partenza o e-text. È errato confondere un qualunque documento in formato digitale con un eBook, dato che l'eBook non si limita a presentare la sostanza del documento cartaceo ma cerca anche di replicarne la forma, in modo da rendere la lettura il più possibile simile a quella che si avrebbe sfogliando le pagine di un libro. Da ciò deriva che tutte le azioni che in un normale libro cartaceo sono immediate e scontate, come ad esempio, lo scorrere le pagine o l'inserimento di un segnalibro devono essere opportunamente emulate dal software. Il libro elettronico, nell'imitare quello cartaceo, approfitta ovviamente dei vantaggi offerti dalla sua natura digitale, che risiedono principalmente nelle possibilità di essere un ipertesto e inglobare elementi multimediali.Tutto ciò che viene prodotto sotto forma di pubblicazione cartacea può, almeno in teoria, essere riprodotto su un libro elettronico. I libri che solitamente vengono acquistati in libreria o presi a prestito in biblioteca come romanzi, libri di testo, manuali, enciclopedie, ecc. possono essere acquistati on-line o scaricati gratuitamente dai molti archivi disponibili su internet. Malgrado un qualunque computer sia potenzialmente in grado di permettere la lettura di un eBook, si dovrebbe parlare di



eBook reading device solo riferendosi a quei dispositivi dotati di caratteristiche tali da poter essere usati in maniera analoga a quella di un libro cartaceo.
Le caratteristiche essenziali che un eBook reading device dovrebbe avere sono:
  • essere dotato di una fonte autonoma di energia
  • avere dimensioni e peso simili a quelle di un libro cartaceo
  • permettere la lettura in condizioni ambientali (illuminazione ecc.) simili a quelle in cui può essere letto un normale libro cartaceo

11.1 Formati testuali

I formati testuali rappresentano il tipo di formato più utilizzato per la realizzazione di eBook. Anche se vengono genericamente chiamati "formati di testo", alcuni di questi formati permettono la creazione di ipetesti e l'inserimento di oggetti multimediali come immagini, audio o video. I molti formati di testo disponibili, in relazione al mondo degli eBook, possono essere suddivisi in due categorie:formati non appositamente ideati per gli eBook e formati appositi per gli eBook
Ai formati non appositamente ideati per gli eBook appartengono la maggior parte dei formati più vecchi ma ancora ampiamente utilizzati, che proprio grazie a questo hanno il vantaggio di essere compatibili con molte piattaforme diverse. Utilizzandoli pertanto difficilmente si corre il rischio di non possedere il software o il dispositivo hardware adatto per leggerli.
In generale gli svantaggi derivano dalla mancanza di compressione del testo (che aumenta lo spazio occupato dall'eBook sul supporto di memorizzazione) e dal fatto che si adattano male ad essere utilizzati su dispositivi portatili dotati di schermi di piccole dimensioni come i palmari.
I formati appositamente ideati per gli eBook ,invece, hanno generalmente il vantaggio di essere adatti a piattaforme dotate di meno risorse hardware rispetto ai comupter desktop. Spesso infatti prevedono la compressione del testo e si adattano meglio ad essere visualizzati sui piccoli schermi dei dispositivi portatili. Altro vantaggio che offrono (soprattutto per l' editoria elettronica) è quello di possedere vari livelli di protezione del documento, che possono impedire la copia illecita di libri protetti dal copyright.

11.2 Formati audio

Questi formati sono utilizzati in quelli che vengono comunemente chiamati audio eBook, i quali rappresentano i moderni discendenti dei libri audio registrati su musicassette o dischi in vinile.
Un audio eBook è essenzialmente la conversione in digitale di un testo letto da un essere umano; il formato dell'eBook potrà essere quindi ad uno dei tanti formati per audio digitale disponibili e diffusi. Esistono tuttavia a questo scopo anche formati più specifici, come ad esempio il DTB (Digital Talking Book), che consentono di sincronizzare la visualizzazione del testo a schermo con l'audio.
Un discorso a parte va fatto per i software di sentesi vocale, che possono analizzare in tempo reale un testo e convertirlo in linguaggio verbale. Anche se non sono da considerarsi dei veri e propri audio eBook, i software di sintesi vocale meritano comunque di essere citati perché alcuni eBook reader li integrano al proprio interno.
Gli audio eBook, oltre a permettere la lettura dei libri mentre si è occupati in altre attività, possono essere anche un valido aiuto per molte persone affette da particolari handicap visivi o motori.

14 INFORMATION RETRIEVAL E' l'insieme delle tecniche utilizzate per il recupero mirato dell'informazione in formato elettronico. per informazione si intendono tutti i documenti, i metadati, i file presenti all'interno di banche dati o nel world wide web. Il termine è stato coniato da Calvin Mooers alla fine degli anni '40 del '900 ma oggi è usato in ambito informatico. E' un campo interdisciplinare che nasce dall'incrocio di discipline diverse. l'IR coinvolge la psicologia cognitiva, il design, la filosofia, la linguistica e l'informatica. ma molte università e biblioteche pubbliche utilizzano sistemi di IR per fornire accesso a pubblicazioni, libri e altri documenti. Vi sono due concetti molto importanti:





  1. le QUERY (interrogazioni) sono stringhe di parole chiavi rappresentanti l'informazione richiesta.
  2. un OGGETTO è un'entitàche mantiene o racchiude informazioni in una banca dati.

14.1 TELNET

Prima della diffusione del www gli strumenti disponibili in rete erano:
  • posta elettronica
  • il file transfer protocol
  • il comando telnet per l'emulazione di terminale
Il comando Telnet consente di collegarsi ad un calcolatore remoto in emulazione di terminale come se il proprio Personal Computer fosse un terminale di quel calcolatore. Gli URL degli indirizzi Telnet iniziano con [[telnet:]]. Telnet è il primo tipo di accesso agli OPAC ma è stato rimpiazzato dalle interfacce Web.



Bibliografia
- A. Elia, "Inchiostro digit@le", Ellissi, 2004


15 VANTAGGI E LIMITI DEL LIBRO ELETTRONICO
Il libro elettronico è un oggetto digitale, così infatti lo definisce l'Open eBook Forum nel documento A Framework for the Epublishing Ecology: "un'opera letteraria sotto forma di oggetto digitale, costituito da uno o più identificatori standard, un insieme di metadati e un blocco di contenuto monografico, realizzata per essere pubblicata e consultata mediante dispositivi elettronici". Buona parte dei vantaggi e dei limiti del libro elettronico risiedono nella sua "esistenza digitale" ovvero nel fatto che sia un oggetto costituito di bit. Nel paragrafo "bit ed atomi" abbiamo elencato genericamente le caratteristiche dell'oggetto digitale, desideriamo ora riprendere quell'elenco per illustrare più da vicino le proprietà dell'e-book.
15.1 Immaterialità
L'immaterialità rappresenta probabilmente la principale caratteristica degli oggetti digitali e quindi anche dell'e-book, come vedremo nel prosieguo della trattazione; questo comporta dei vantaggi sia per quanto riguarda la trasmissibilità, sia per quanto riguarda la conservazione dei libri elettronici. È da valutare se l'immaterialità dell'e-book costituisca un vantaggio per l'annoso problema della tutela ambientale. "Ogni anno il pianeta perde 14 milioni di ettari di copertura arborea, una superficie che equivale più o meno alla Grecia. L'industria della carta contribuisce alla deforestazione nella misura di circa il 20%, trasformando in pasta di cellulosa il 42% di tutto il legname prelevato a scopi industriali". Inoltre numerose statistiche dimostrano che la diffusione delle office automation e dei dispositivi di stampa personale, hanno favorito la crescita del consumo mondiale di carta. Paradossalmente l'entrata dell'informatica negli uffici e nelle case ha prodotto un incremento dei consumi di carta, sopratutto della carta formato A4, quella delle stampanti e delle fotocopiatrici. La produzione della carta è un'attività altamente affamata di energia, comporta uno spaventoso consumo di acqua e rilascia nell'ambiente sostanze tossiche e inquinanti. Come ben si può comprendere un maggior uso del digitale per la trasmissione, fruizione e conservazione delle informazioni testuali (documenti, libri, etc.) potrebbe dare un valido contributo alla lotta per la tutela dell'ambiente.
15.2 Trasmissibilità
La natura materiale del libro tradizionale fa sì che sia soggetto a tutti i problemi della distribuzione fisica. Una volta stampato il libro deve essere fatto arrivare nelle librerie, con tutti i costi e le problematiche logistiche che questo comporta. Il libro elettronico ha nella grande trasportabilità uno dei suoi più grandi vantaggi. Attraverso l'etere, cavi telefonici, fibre ottiche, un libro elettronico in pochi secondi può esser trasmesso da un capo all'altro del pianeta, a costi sensibilmente inferiori a quelli che si affronterebbero per il trasporto di un libro cartaceo. Considerando che le attività di trasporto tradizionale contribuiscono in modo consistente all'inquinamento ed al consumo energetico, da questo punto di vista il libro elettronico ed eventualmente il Print on Demand, sono sicuramente da prendere in considerazione tra le soluzioni per la creazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile per l'ambiente.
15.3 Conservazione
I bit non occupano un vero e proprio spazio fisico se non quello del supporto, che li ospita. I libri tradizionali vengono stoccati in magazzini che hanno dei costi per gli editori, le biblioteche si scontrano spesso con la carenza di spazio e col crescere delle dimensioni della propria collezione libraria sorge il problema dell'ampliamento dei locali. Con i file digitali questo problema è praticamente irrilevante. Ma alla questione della conservazione nello spazio si affianca quello della conservazione attraverso il tempo. Dobbiamo all'attività instancabile dei monaci dei monasteri medievali se il patrimonio testuale dell'antichità è almeno in parte giunto sino a noi. Nel corso dei secoli le biblioteche si sono adoperate per la preservazione e la diffusione della conoscenza, adeguandosi nel tempo alle successive trasformazioni delle tecnologie di produzione e riproduzione dei libri. Al libro, importantissimo strumento per la crescita della nostra civiltà, è stato spesso affidato il compito di custode nel tempo della cultura umana. Anche nell'era del digitale si ripropone la sfida della preservazione nel tempo, alcuni papiri custoditi dalle sabbie del deserto sono sopravissuti per ben due millenni, oggi corriamo il rischio che a causa della rapida obsolescenza tecnologica testi prodotti appena qualche decennio prima divengano inaccessibili nel giro di breve tempo. In questo senso è importante l'adozione di tecnologie e formati standard che diano garanzie di persistenza nel tempo, formati come l'ASCII prima e l'XML oggi, hanno quelle caratteristiche di indipendenza dall'ambiente tecnologico e durevolezza che li rendono adeguati alla preservazione dell'informazione nel tempo. L'informazione digitale è virtualmente eterna, infatti affidata a supporti durevoli è in grado di riproporre inalterata gli stessi contenuti tanto oggi quanto fra duemila anni. La carta di cellulosa ha una vita limitata, con gli anni ingiallisce e tende a sbriciolarsi, la digitalizzazione di alcuni testi stampati dopo la seconda metà dell'ottocento quando si è smesso di stampare su carta di stracci, che aveva una maggior resistenza, per passare alla carta di legno, è divenuta oggi una vera e propria necessità per la preservazione di tanti volumi che vanno rapidamente deperendo. I supporti di memorizzazione magnetici e ottici da noi utilizzati per l'archiviazione dei documenti digitali hanno un'aspettativa di vita limitata e possono essere soggetti a danni e perdita di dati. Per tal motivo è opportuno che vi siano delle istituzioni che si occupino della conservazione nel tempo dell'informazione digitale, sia riversando periodicamente i dati dai vecchi supporti su supporti nuovi (refreshing), sia adottando soluzioni specifiche per la preservazione nel tempo. In questi anni numerose biblioteche stanno sperimentando nuovi supporti di memorizzazione, che sembrano garantire una durata di vita decisamente maggiore rispetto ai supporti tradizionali. Ad esempio la Biblioteca Nazionale francese ha iniziato ad adottare per l'archiviazione digitale del proprio patrimonio librario il Century Disc un particolare tipo di disco ottico in vetro temperato, rivestito di oro e alluminio e da una lega di nichel e rame, che ha la caratteristica di poter resistere a numerosi possibili disastri ambientali ed a temperature che vanno dai -150° a +350° Celsius, questi dischi garantiscono una durata nel tempo che, come dice il nome, va ben oltre il secolo.
15.4 Riproducibilità
La grande riproducibilità degli oggetti digitali può esser vista sia come un limite sia come una opportunità nel caso del libro elettronico. Abbiamo già visto che il principale compito delle tecnologie di DRM è proprio quello di impedire la copia non autorizzata degli e-book, il timore della pirateria ha da una parte frenato i protagonisti del mercato editoriale, dall'altra ha spinto i produttori di software ad integrare nei propri prodotti dei sistemi di protezione, che spesso finiscono per limitare eccessivamente la libertà del lettore onesto e l'ergonomia stessa del libro elettronico, che, come abbiamo visto, in taluni casi non può essere prestato, può essere letto soltanto su determinati supporti, ed ha tutta una serie di altre limitazioni che sicuramente non favoriscono la diffusione di questo nuovo strumento. Fa da contraltare all'insuccesso dell'e-book commerciale il successo delle biblioteche digitali. Se la riproducibilità è un limite per il mercato è invece una grande opportunità per la diffusione della cultura e per quelle istituzioni, le biblioteche, paladine di questa attività. "In generale, per biblioteca digitale si intende una collezione di documenti digitali (sia prodotti mediante digitalizzazione di originali materiali, sia realizzati ex novo) accessibile mediante canali telematici ed eventualmente affiancata da strumenti informatici per la catalogazione dei documenti stessi, e per la ricerca delle informazioni".Il digitale fornisce nuove importanti possibilità alla diffusione della cultura, un libro digitale non sarà mai indisponibile, sarà sempre possibile fornirne una copia all'utente, in questo caso come si vede la riproducibilità è un vantaggio, inoltre le biblioteche digitali grazie alla telematica sono raggiungibili da qualsiasi luogo in cui sia disponibile una connessione alla Rete. Dove il fine primo non sia il lucro bensì la promozione culturale, il libro elettronico riesce ad esplicitare al meglio tutte le sue potenzialità; oggi sono proprio le biblioteche, nella loro incarnazione digitale, le principali destinatarie ed utilizzatrici dell'e-book e dell'informazione digitale in genere. Le cifre attestano un grande successo di queste iniziative di digitalizzazione, là dove il mercato invece arranca e stenta ad avviarsi. A titolo di esempio riportiamo l'esperienza della E-book Library organizzata dall'Electronic Text Center della University of Virginia, questa biblioteca digitale offre al pubblico al momento in cui scriviamo ben 1.800 e-book di opere libere dai diritti d'autore appartenenti ovviamente sopratutto alla cultura anglosassone; i formati utilizzati sono il Microsoft Lit e Aportis Doc per lettori Palm. Dall'agosto duemila quando il sito ha aperto i battenti sino a maggio duemiladue ben ottomilioni e mezzo di e-book sono stati scaricati dal sito con una media (in continuo aumento) di quasi novemila download al giorno. Molte delle biblioteche digitali che in questi anni hanno visto la luce si vanno sempre più orientando verso XML, la nuova lingua franca del Web, come formato di memorizzazione dei propri testi. L'XML permette sia di effettuare delle interrogazioni anche complesse sui testi sia di produrre dei formati di output adatti ad essere fruiti su dispositivi e con software diversi.
15.5 Duttilità
Un oggetto digitale è molto duttile, i documenti digitali possono essere facilmente combinati, elaborati per mezzo di software. Nel caso dei libri elettronici il grosso vantaggio del digitale è dato dai software per l'information retrival, che nel giro di pochi secondi ci permettono di effettuare complesse interrogazioni anche su consistenti corpus librari, operazioni che invece richiederebbero molto tempo o sarebbero quasi impraticabili coi sistemi tradizionali. Un testo digitale è versatile e riutilizzabile, può esser per esempio combinato con suoni ed immagini per produrre prodotti multimediali. Essendo un oggetto informatico, il testo digitale, può essere trattato con gli strumenti della tecnologia informatica, sono quindi innumerevoli gli usi cui può essere adattato, dai software di sintesi vocale a quelli per edizioni critiche, dai motori di ricerca alle applicazioni per la lettura di testi paralleli, solo per citarne alcuni.
Il libro elettronico è oggi una tecnologia giovane, sono ancora molti i passi avanti che si devono fare sia dal punto di vista concettuale sia da quello puramente tecnico, tuttavia è stata aperta una nuova strada che potrà fornire valide opportunità alla cultura e quindi alla libertà.
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webliografia

http://ww2.unime.it/digisic/documentazione/codifica_baltico/html/II.7.html#n97





Webliografia
http://w3.uniroma1.it/vrd-scienzesociali
http://www.laterza.it/bibliotecheinrete/Cap01/Cap01_06.htm
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http://www.mediamente.rai.it/home/TV2rete/mm9899/98122801/s981230.htm
http://www.prixitalia.rai.it/italiano/sintesi_archivi.html
**www.bibliotecadigitaleitaliana.it**
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http://www.aib.it/aib/cg/gbdigd05a.htm3

http://it.wikipedia.org/wiki/E-book

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